lunedì 3 aprile 2017

La cura della famiglia in Amoris Laetitia

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RELAZIONE DI VALERIA BASILE


LA RELATRICE VALERIA BASILE CON SILVIA LADDOMADA




















A causa della ricchezza dei due anni di riflessioni che ha apportato il cammino sinodale, la presente Esortazione affronta, con stili diversi, molti e svariati temi. Questo spiega la sua inevitabile estensione. Perciò non consiglio una lettura generale affrettata. Potrà essere meglio valorizzata, sia dalle famiglie sia dagli operatori di pastorale familiare, se la approfondiranno pazientemente una parte dopo l’altra, o se vi cercheranno quello di cui avranno bisogno in ogni circostanza concreta. E’ probabile, ad esempio, che i coniugi si riconoscano di più nei capitoli quarto e quinto, che gli operatori pastorali abbiano particolare interesse per il capitolo sesto, e che tutti si vedano molto interpellati dal capitolo ottavo. Spero che ognuno, attraverso la lettura, si senta chiamato a prendersi cura con amore della vita delle famiglie, perché esse «non sono un problema, sono principalmente un’opportunità». (AL 7).
5. Questa Esortazione … la intendo come una proposta per le famiglie cristiane, che le stimoli a stimare i doni del matrimonio e della famiglia, e a mantenere un amore forte e pieno di valori quali la generosità, l’impegno, la fedeltà e la pazienza. In secondo luogo … si propone di incoraggiare tutti ad essere segni di misericordia e di vicinanza lì dove la vita familiare non si realizza perfettamente o non si svolge con pace e gioia.
Intervento di Antonella Annese
6. Nello sviluppo del testo, comincerò con un’apertura ispirata alle Sacre Scritture, che conferisca un tono adeguato. A partire da lì considererò la situazione attuale delle famiglie, in ordine a tenere i piedi per terra. Poi ricorderò alcuni elementi essenziali dell’insegnamento della Chiesa circa il matrimonio e la famiglia, per fare spazio così ai due capitoli centrali, dedicati all’amore. In seguito metterò in rilievo alcune vie pastorali che ci orientino a costruire famiglie solide e feconde secondo il piano di Dio, e dedicherò un capitolo all’educazione dei figli. Quindi mi soffermerò … davanti a situazioni che non rispondono pienamente a quello che il Signore ci propone, e infine traccerò brevi linee di spiritualità familiare.


Itinerario del Documento:
Cap. 1 – ALLA LUCE DELLA PAROLA
Cap. 2 – LA REALTÀ E LE SFIDE DELLE FAMIGLIE
Cap. 3 – LO SGUARDO RIVOLTO A GESÙ: LA VOCAZIONE DELLA FAMIGLIA
Cap. 4 – L’AMORE NEL MATRIMONIO
Cap. 5 – L’AMORE CHE DIVENTA FECONDO
Cap. 6 – ALCUNE PROSPETTIVE PASTORALI
Cap. 7 – RAFFORZARE L’EDUCAZIONE DEI FIGLI
Cap. 8 – ACCOMPAGNARE, DISCERNERE E INTEGRARE LA FRAGILITÀ
Cap. 9 – SPIRITUALITÀ CONIUGALE E FAMILIARE
La cura della famiglia nell’Amoris Laetitia ci permetterà di fare un piccolo viaggio cercando di capire cosa intendiamo per cura e come questa cura si possa realizzare nei confronti di una realtà bella, straordinaria, splendida, ma nello stesso tempo molto fragile come quella della famiglia.
In che cosa consiste la questione dell’etica della cura?
  • Impegno nella relazione. Comprendere che ciò che è rilevante nella valutazione di una questione morale non è tanto la singola azione, valutata in maniera astratta, estrapolata dal contesto, ma l’impegno nella relazione; ciò che è importante è il modo in cui io posso e colgo il valore della relazione, la relazione che si crea (cfr Amy).
  • Sensibilità al contesto. Comprendere che non tutte le situazioni sono uguali; sono necessarie l’attenzione, la sollecitudine, la premura. Guardare al problema non in maniera distaccata, ma farsene carico, interessarsi, prendere a cuore la situazione (cfr I care)
  • Unicità della situazione. Ogni singola situazione è unica, è particolare non ne esistono altre uguali! Possono esistere tanti malati di uno stesso reparto, con la stessa patologia, ma la stessa patologia è completamente diversa in un organismo rispetto ad un altro.
Noi come persone non siamo individui, ma siamo un ecosistema, ma noi non siamo se non nella relazione!! L’uomo è relazione, vive nella relazione, vive perché è relazione non si dà esperienza di vita che non nasca da una relazione e che non si sviluppi attraverso delle relazioni . (vedi la relazione materna). L’essere umano , il neonato, lasciato da solo subito dopo la nascita, non sopravvive, perché noi abbiamo bisogno di cura, perché siamo vulnerabili.
Cosa significa “prendersi cura” applicato alla famiglia?
L’attenzione, la premura, la sollecitudine, che possono essere esplicitazioni del termine cura sono state prese a cuore da Papa Francesco nel momento in cui ha dovuto affrontare una situazione splendida e allo stesso tempo fragile come quella della famiglia.
Il cuore dell’Esortazione apostolica post-sinodale è l’amore nella famiglia e nel matrimonio, e non fare una relazione astratta sulla famiglia o sul matrimonio o risolvere il problema delle situazioni cosiddette irregolari!!!
Quando si sono riuniti i circuli minores del Sinodo dei Vescovi su “la Famiglia”, dei 13 gruppi 11 hanno iniziato parlando dei problemi famigliari così come erano emersi dai questionari inviati alle diocesi di tutto il mondo, e solo 2 dei 13 circuli hanno iniziato parlando dell’esperienza delle loro famiglie; ciascuno ha raccontato la propria esperienza famigliare, con la grande scoperta che la maggior parte degli illustri prelati proveniva da situazioni di grande fragilità famigliare (genitori divorziati, abbandono dalla nascita etc.).
Papa Francesco richiama all’essenziale per la vita, e l’essenziale per la vita è vivere l’esperienza dell’amore. La più grande esperienza d’amore, ogni tipo di amore, può trasformarsi in un’esperienza di grande dolore. Perché? Perché quando ami qualcuno ti illudi che lui provi la stessa cosa per te. Ma non è mai così! Perché il tuo amore non sarà mai uguale al suo. Anche in una relazione coniugale non esiste un amore uguale, esiste sempre e comunque una persona che ama un’altra persona con mezzi (il vissuto, il carattere, la personalità, i suoi difetti, le fragilità) che solo lui ha e che nessun altro ha!
Papa Francesco dice che non c’è niente di più importante nella vita di una persona che avere un’altra persona di cui prendersi cura e gioire perchè io mi sto prendendo cura di te e provare piacere non perché io riceva qualcosa da te ma solo e soltanto per il gusto di prendermi cura di te!
Il Papa mette in evidenza che siamo figli delle fragilità delle nostre famiglie, ma siamo anche figli della bellezza e dell’amore che viviamo nelle nostre famiglie e a volte sono anche le fragilità che noi sperimentiamo nella vita familiare che ci temprano, che ci rendono quello che siamo. Non possiamo prescindere da questo contesto; la nostra vita si fonda sulle cure che noi riceviamo dalla nostra famiglia, siamo figli dei difetti dell’amore, ma usciamo bene anche se siamo figli di questi difetti. Siamo tutti difettati, ma è bello esserlo perché ciò i porta a prenderci cura l’uno dell’altro.
Siamo tutti vulnerabili, e per questo abbiamo bisogno dell’altro; senza l’altro non possiamo vivere e la dimensione della comunità familiare è quella dimensione che ci permette di crescere, perché lì riceviamo cura.
Prendersi cura della famiglia...Come?
Quali sono i passi che Papa Francesco suggerisce per aver cura della famiglia anche delle famiglie che sono in situazioni cosiddette “irregolari”. (Cap. 8)
Per aver cura della famiglia ci vogliono tre verbi, che costituisco il titolo del capitolo ottavo :
  1. ACCOMPAGNARE
  2. DISCERNERE
  3. INTEGRARE


  1. ACCOMPAGNARE
«La Chiesa deve accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito» (AL 291).
Accompagnare significa essere vicino! Essere misericordioso che non significa assolvere sempre né va bene negare il perdono in nome di una legge morale. Questo principio è possibile applicarlo a tante situazioni, al prete che confessa, alla relazione genitori-figli. Il genitore che si scioglie subito avanti alle marachelle dei figli e il genitore che invece che segue dritto nelle sue punizioni! Nella relazione coniugale la moglie pretende continuamente dal marito o al contrario si occupa di tutto lei. È necessario accompagnare e accompagnarsi in un percorso graduale di conversione che ci accumuna tutti e che ci aiuti a creare le situazioni di vita migliori possibili.
  1. DISCERNERE
«Le persone che hanno contratto matrimonio civile, che sono divorziati e risposati, o che semplicemente convivono… possono trovarsi in situazioni molto diverse, che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide» (AL 297-298).
Non esiste «una nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi. È possibile soltanto un nuovo incoraggiamento ad un responsabile discernimento personale e pastorale» (AL 300).
Papa Francesco sottolinea il rischio che noi corriamo di guardare alle persone come a delle categorie. Esiste il divorziato, il separato, il convivente etc. o lo tratto da categoria, rischiando di essere astratto, teorico, idealista. Pensiamo che la soluzione ai problemi sia avere una legge che ci dica cosa è giusto o cosa è sbagliato. Ma non è sempre così!
È peccato o non è peccato? Dipende!! È necessario un discernimento pastorale e personale!
Il discernimento pastorale richiede ascolto empatico, impegno, tempo, coraggio. Poi c’è il discernimento personale, perché nessuno si può sostituire alla coscienza!
Tu non sei una situazione irregolare tu sei…che ha vissuto una determinata storia…
Il discernimento richiede un cambiamento di mentalità che impegna tutti a comprendere le differenze!
  1. INTEGRARE
È vero che le norme generali presentano un bene che non si deve mai disattendere né trascurare, ma nella loro formulazione non possono abbracciare tutte le situazioni particolari. Nello stesso tempo … ciò che fa parte di … una situazione particolare non può essere elevato al livello di una norma» (AL 304).
Amoris Laetitia invita a renderci conto che ciò che è primario nelle nostre relazioni è aver cura di una realtà che ci interessa più di tutte quella dell’amore.
AVER CURA DELL’AMORE!!















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