sabato 16 luglio 2022

UN GRAZIE AI VOLONTARI PER IL SUCCESSO DELL'ANNO ACCADEMICO “MINERVA” DI CRISPIANO di Michele Annese

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Incontro -Minerva- nella via intitolata a Dante                     
Pausa estiva per l'anno accademico 2021-2022 dell’ Università del Tempo Libero e del Sapere "Minerva". “Un anno proficuo, - ha sottolineato la direttrice Silvia Laddomada - grazie soprattutto ai relatori che volontariamente hanno accettato di condividere col gruppo il proprio impegno di studio e di ricerca per intrattenerci con conversazioni culturali”.

Un anno dedicato in modo particolare alla celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri,con relazioni e commenti delle prime due Cantiche (dopo il 9° canto del Purgatorio è iniziata la pausa estiva e si riprenderà a settembre). Inoltre è stato

Artistica riproduzione in legno della sagoma di Dante, con la sua Opera in mano, realizzata dall’artigiana-pittrice Pamela Miola, 
realizzato un calendario celebrativo 2022, con disegni originali della socia

 

prof.ssa Anna Presciutti e un percorso, nelle vie adiacenti il centro, con quadri riproducenti versi di Dante Alighieri. Nella piazza principale, un’artistica riproduzione in legno della sagoma di Dante, con la sua Opera in mano, realizzata dall’artigiana-pittrice Pamela Miola, accoglieva i visitatori. Altre iniziative, accolte con grande interesse, sono state l’istituzione di una mini biblioteca di libri, donati dai soci, per incentivare la lettura e facilitare il prestito, l’escursione culturale a Galatone (LE), per visitare il Museo delle macchine di Leonardo, realizzate magistralmente dall’ing. Giuseppe Manisco, allestito nelle sale del palazzo marchesale di Acaya, vicino al santuario del SS. Crocifisso. 

Escursione culturale al centro storico di Lecce

Nel pomeriggio, visita al centro storico di Lecce. Per il nuovo anno accademico, la direttrice Laddomada confida nella collaborazione di tutti per le tante iniziative da concretizzare, esprime l’augurio che si ritorni nuovamente, tutti insieme, in presenza “
per avere la possibilità di socializzare, rafforzare le amicizie e trascorrere serenamente qualche ora, lontani dalla routine quotidiana”. Augura a tutti una buona estate e nel dare appuntamento a settembre, invita gli amici dell'Università a partecipare in numero maggiore, e a non limitarsi a seguire on line. 

PER UNA VIVIBILITA’ DELLA CITTA’ // NON C’È PIÙ TEMPO DA PERDERE di Antonio CONTE

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PER UNA VIVIBILITA’ DELLA CITTA’


Attraverso il modello attuale di sviluppo consumistico, il settore della pubblicità è venuto ad occupare un posto di primo piano, anche in maniera invasiva. Negli spazi urbani, soprattutto nelle grandi città, il fenomeno è dilagato in un vero e proprio far West di inseminazione della cartellonistica stradale, culminante nei mega cartelloni e insegne ingombranti. Raramente la disposizione di questi è discreta e rispettosa dell’equilibrio armonico del luogo. 

Spesso con la loro mole ostruiscono il panorama e alterano il paesaggio, chiudendo alla vista scorci di valore affettivo e storico. <<La repubblica… Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione” (art. 9 Costituzione italiana);

<<Ci sforziamo di adattarci all’ambiente, e quando esso è disordinato, caotico o saturo di inquinamento visivo e acustico, l’eccesso di stimoli mette alla prova i nostri tentativi di sviluppare un’identità integrata e felice>> (Papa Francesco, Laudato Si’ , 147).

Nelle nostre città ci sono tabelloni pubblicitari non utilizzati; altri dove la pubblicità resta affissa per mesi anche dopo la conclusione dell’evento che annuncia; pali, supporti e telai di insegne vuote.

C’è bisogno di un criterio univoco e normativo, che tenga conto della salvaguardia del decoro urbano, nella disposizione delle insegne della pubblicità lungo le strade e nelle piazze.

La concessione da parte del Comune presenta dei limiti: per l’individuazione degli spazi, si agisce talvolta su informazioni incomplete o superficiali, tratte da una mappa catastale o stradale, pensando magari a una opportunità per le entrate della tassa relativa.

Spesso l’impianto di tabelloni e cartelli è frutto di abusivismo pubblicitario.


Piantiamo alberi invece di tabelloni

Eliminiamo quella selva ingombrante di pali e supporti che inquina la visuale e intralcia pure i camminamenti dei marciapiedi e gli accessi ai passaggi pedonali.

<< “Gestione dei paesaggi” indica le azioni volte a garantire il governo del paesaggio al fine di orientare e di armonizzare le sue trasformazioni provocate dai processi di sviluppo sociali, economici ed ambientali>> (art. 1, Convenzione Europea del Paesaggio, Firenze 20 ottobre 2000).

Curiamo il verde pubblico e scegliamo le piante con un criterio professionale, non con piantumazioni dettate dall’emotività e dalla moda. Facciamo una manutenzione degli alberi ad arte; decoriamo le strade con alberature dove non sono di intralcio.

Amministrare con oculatezza lo spazio pubblico in cui si vive ogni giorno, significa renderlo il più possibile a dimensione umana: accogliente, ordinato e funzionale.

<<E’ necessario curare gli spazi pubblici, i quadri prospettici e i punti di riferimento urbani che accrescono il nostro senso di appartenenza, la nostra sensazione di radicamento, il nostro “sentirci a casa” all’interno della città che ci contiene e ci unisce…>>. (Papa Francesco, Laudato Si’ n. 151)

Quello di saper coniugare le esigenze commerciali e pubblicitarie di una comunità con l’assetto urbano, non è una questione meramente tecnica o di settore ma è una questione politica.

Quella politica della città che si sforza di avere una visione attenta ed “ecologica” dei luoghi, scevra di destinazione ideologica di siti e strutture, dotata di conoscenze, competenze e buon senso, per poter realizzare il meglio.

 

Crispiano (TA) 30/06/2022 Antonio Conte 

già amministratore e consigliere comunale 

  

NON C’È PIÙ TEMPO DA PERDERE


I cambiamenti climatici stanno sconvolgendo le stagioni. Questa estate 2021: mai così caldo torrido, afoso e prolungato, temperature elevate anche di sera, con ricadute negative sulla vita. Un fatto che cambia decisamente l’assetto climatico europeo e del sud Italia e crea grosse preoccupazioni. Alcuni territori della Calabria e della Puglia, oltre alla Sicilia, sono interessati da un clima subtropicale anziché mediterraneo. In Italia e in Europa sono diventati frequenti gli eventi metereologici estremi, con trombe d’aria e intense precipitazioni e allagamenti disastrosi, con danni ingenti alle strutture e perdite anche di vite umane. Lo attestano gli eventi verificatisi in questi giorni a Catania e provincia.


Il circolo vizioso del consumo e dell’inquinamento

Capita spesso di assistere a una serie di cattive abitudini, nonostante l’emergenza climatica e sanitaria. Gli esempi non mancano: davanti all’ingresso di un esercizio commerciale c’è un’automobile in sosta col motore acceso che diffonde nell’aria un odore tossico e pungente: dentro c’è una persona che aspetta, mentre il coniuge è dentro a fare la spesa; l’automobile ferma sul lato della strada, con il conducente che parla al cellulare; mentre si aspetta al passaggio a livello: in tutti questi casi il motore resta acceso, a volte anche per lungo tempo.

Se si riflette, oltre all’inquinamento dell’aria c’è un notevole spreco di carburante: per una nazione che importa l’80% del petrolio, utile per il proprio fabbisogno, tutto questo è irragionevole. Eliminando questi sprechi attraverso una campagna informativa permanente e persuasiva, l’Italia sarebbe meno dipendente energicamente e con l’aria più pulita. In Italia ci sono 66.000 morti prematuri l’anno per patologie conseguenti alle alterazioni ambientali; l’Italia ha sforato i limiti delle polveri sottili ed è stata multata dalla U.E. per un miliardo di euro (dati dell’Agenzia per la Protezione Ambientale).

Invece continuiamo ad immettere in atmosfera quantità enormi di sostanze inquinanti, tra tutte l’anidride carbonica prodotta dalla combustione di carbone, gas e petrolio. Ad esempio, il conseguente innalzamento della temperatura fa aumentare il consumo di energia elettrica per alimentare i condizionatori d’aria; fa aumentare il consumo di acqua per uso domestico e agricolo.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità,<<…l’inquinamento atmosferico è un rischio per la salute che causa circa 7 milioni di morti premature all’anno, di cui circa 400.000 in Europa. Con la riduzione della presenza di inquinamento sarebbe possibile ridurre la mortalità derivante dall'aria inquinata fino all'80%>>(da Quotidiano sanità, 5/10/2021). Per la pandemia da Covid 19 è stato comprovato che, laddove l’ambiente è più inquinato si sono manifestati più contagi e malati con l’8% in più di mortalità.


Non c’è tempo

Non ci accorgiamo in maniera quasi demenziale che siamo noi stessi, con i nostri comportamenti sbagliati, a procurare questi danni alle nostre stesse esistenze e a quelle degli organismi viventi, alterando l’equilibrio dell’ecosistema terrestre che ha impiegato qualche miliardo di anni per raggiungere un equilibrio perfetto, ma delicato, secondo diversi fattori e combinazioni chimico-fisiche ben definite e ponderate.

<<Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti. Esso, a livello globale, è un sistema complesso in relazione con molte condizioni essenziali per la vita umana…L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo>>(Papa Francesco, Laudato sì, n. 23).

La UE con il piano di azione Green Deal si prefigge l’obiettivo di una economia a impatto climatico zero entro il 2050. Alla Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP26), che si tiene a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre, si discute degli impegni presi dai Paesi partecipanti per ridurre le emissioni globali di gas serra. L’obiettivo è quello di mantenere l’aumento globale della temperatura al di sotto di 1,5 gradi entro la metà di questo secolo.

<<… L’ultimo Gruppo intergovernativo dell’ONU sui Cambiamenti climatici ha dichiarato che, per raggiungere gli obiettivi sul clima, dobbiamo realizzare riduzioni immediate, rapide e significative delle emissioni… non c’è tempo... Lo ha dichiarato il premier Mario Draghi… al termine del vertice EUMED di Atene>> (Redazione ANSA settembre 17, 2021 – News).

Dal 16 al 22 settembre si è svolta la Settimana Europea della Mobilità, da vent’anni istituita dall’UE, che invitava i cittadini a lasciare le auto e i motorini quando non necessario, per spostarsi nei centri abitati, andando a piedi o utilizzando la bicicletta, con lo slogan Muoviti sostenibile… e in salute.

Bisogna che ogni Comune italiano e le Regioni mettano in atto strategie comunicative e organizzative perché la popolazione si senta coinvolta, incentivando comportamenti e stili di vita incentrati sulla sobrietà dei consumi energetici e contro ogni tipo di spreco. Diverse città da tempo hanno realizzato piste ciclabili, ma serve ristabilire la fiducia nel trasporto pubblico e la mobilità a basse emissioni, con ulteriore supporto e promozione.

<<Secondo una indagine Coldiretti/Ixè … la maggioranza degli italiani si dichiara disponibile a interventi radicali sul proprio stile di vita. Ad esempio, sempre secondo Coldiretti, il 72% sarebbe disponibile a ridurre gli spostamenti in auto, scooter e motocicletta>> (da Avvenire del 20 agosto 2021, pag. 3).

Le continue manifestazione dei giovani, degli studenti del Fridays for Future sono un segnale emblematico della gravità della situazione. Essi ci chiamano in causa per una drastica conversione dall’egocentrismo alla solidarietà e fratellanza verso tutti; perché anche le generazioni che verranno e le popolazioni povere, e più colpite dai cambiamenti climatici, possano vivere e godere dei beni della propria terra.


 Antonio Conte (Associazione Agire politicamente – rete C3dem)

       Crispiano (TA) 5/11/2021



domenica 3 luglio 2022

DIVINA COMMEDIA-PURGATORIO: NINO VISCONTI E CORRADO MALASPINA (8°c.)/ALLE SOGLIE DEL PURGATORIO(9°)

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RELATRICE: Silvia LADDOMADA

Dante e Virgilio, insieme a Sordello, sono nella valle fiorita.

Sordello ha consigliato ai due poeti di trascorrere la notte in quella valle, perché non si può di notte salire sulla montagna.

Le tenebre notturne sono un impedimento alla volontà di salire.

"Ma vedi già come declina il giorno/ e andar sù di notte, non si puote", dice Sordello.

Dante tace, assiste al discorrere pacato dei due amici lombardi. Questo buio che avanza fa forse venire in mente a Dante un altro buio, la selva oscura, da cui Virgilio lo aveva portato fuori. Virgilio, la luce della ragione.

Questo buio non fa paura, Virgilio e Sordello ne parlano serenamente.

Dante é chiuso nel suo silenzio, ma presente come protagonista. Nella selva oscura Dante non sperava in un nuovo giorno, aveva bisogno di Virgilio. Qui Sordello é sicuro: "là il nuovo giorno attenderemo" dice.

E avanza verso la valletta, dove c'é armonia di colori, di profumi, di suoni. E' il vespero, e là siedono e cantano gli spiriti intonando "Salve Regina", per ottenere protezione e salvezza.

 

I toni forti Dante li ha usati per lanciare l'invettiva contro gli uomini della Storia, contro i prìncipi, contro le condizioni dell'Italia.

Ma la narrazione degli eventi, nel Purgatorio, é sempre serena, pacata.

In queste ore del tramonto, Dante é preso dalla nostalgia che colpisce a quell'ora chi é lontano dalla propria terra.

Il poeta esprime questa nostalgia con versi che sono tra i più celebri del poema

"Era già l’ora che volge il disio 
ai navicanti e ‘ntenerisce il core 
lo dì c’han detto ai dolci amici addio;

e che lo novo peregrin d’amore 
punge, se ode squilla di lontano 
che paia il giorno pianger che si more;" .

 (Canto VIII - vv.1-6) 

 

(Si faceva sera, l'ora che richiama il pensiero nostalgico dei naviganti al giorno in cui dissero addio alle persone care - i dolci amici - , l'ora che intenerisce il cuore.

Era l'ora che al novello pellegrino fa sentire più pungente l'amore, se ode il suono di una lontana campana che sembra piangere il giorno morente.)

All'improvviso Dante sente che le anime intonano un altro canto liturgico e rivolgono lo sguardo verso l'alto. 

" e vidi uscir de l’alto e scender giùe 
due angeli con due spade affocate, 
tronche e private de le punte sue.

Verdi come fogliette pur mo nate 
erano in veste, che da verdi penne 
percosse traean dietro e ventilate.

L’un poco sovra noi a star si venne, 
e l’altro scese in l’opposita sponda, 
sì che la gente in mezzo si contenne.
"

(Canto VIII - vv. 26-33)

(due angeli con vesti e ali di colore verde chiaro, ciascuno aveva in mano una spada fiammeggiante e smussata. Uno si ferma in alto, quasi vicino a noi, l'altro scende sulla sponda opposta, in modo da controllare l'intero gruppo dei prìncipi).

Sordello spiega a Dante che sono scesi per proteggere le anime ed impedire al serpente tentatore di entrare in mezzo a loro.

I due poeti scendono nella valletta, mentre le anime fanno silenzio, e attendono spaventate. "Quell'esercito gentil che aspetta pallido e umile", dice Dante.

Questa angoscia che vince le anime forse é il castigo alle loro debolezze terrene, il contrappasso, con cui la giustizia li punisce per la facilità con cui si sono abbandonati agli interessi terreni, senza saper resistere alla tentazione.

Verso sera quindi la coscienza può addormentarsi, può ritornare il ricordo dei successi terreni, quindi queste anime di negligenti, devono vigilare, per allontanare questa tentazione, simboleggiata dal serpente.

Mentre si attende, Dante si accorge che una di quelle anime lo fissa con insistenza, come se si conoscessero.

Avanzano l'uno verso l'altro e Dante riconosce il "giudice Nin gentil", Nino Visconti, il giudice di Gallura, conosciuto all'epoca della lega dei Comuni Guelfi contro Pisa (1293), e si congratula con lui per la sua condizione di salvato.

L'altro gli chiede quando é arrivato, ma Dante precisa che é vivo, al che Nino e anche Sordello fanno un passo indietro, sorpresi, smarriti, e Nino subito condivide con un'altra anima la sorprendente notizia.

"L’uno a Virgilio e l’altro a un si volse 
che sedea lì, gridando: «Sù, Currado! 
vieni a veder che Dio per grazia volse»"

.(Canto VIII  vv. 64-66)

(Sordello si volse a Virgilio e l'altro si volse a un altro seduto vicino a lui, dicendo:Corrado,  vieni a vedere quello che Dio ha concesso a costui, per grazia speciale).

Quindi Nino, rivolgendosi a Dante gli chiede di ricordare alla figlia Giovanna di pregare per la sua anima, e biasima il comportamento della moglie, che si é risposata con Galeazzo Visconti di Milano.

Di ciò, Nino sembra risentito, perché dice che alla morte della moglie sulla tomba non sarà posto lo stemma della casata Visconti di Pisa, ma quello della casata Visconti di Milano (la vipera).

In realtà le cronache riportarono che furono posti entrambi gli stemmi.


Dante sta vivendo tra cielo e terra: mentre osserva gli angeli, viene attirato da Nino Visconti. Finito il colloquio, Dante torna ad assistere a questo particolare momento.

"Da quella parte onde non ha riparo 
la picciola vallea, era una biscia, 
forse qual diede ad Eva il cibo amaro.    

Tra l’erba e ‘ fior venìa la mala striscia, 
volgendo ad ora ad or la testa, e ‘l dosso 
leccando come bestia che si liscia
."

 (Canto VIII. vv. 97-102)

(Strisciando tra le erbe e i fiori, dal lato dove la valle non ha il margine rialzato, arriva il serpente, una biscia, forse simile a quel serpente che nel paradiso terrestre diede a Eva il frutto, causa di tante amarezze.

Il serpente avanza tra l'erba e i fiori, volgendo il capo di tanto in tanto e leccandosi il dorso, come la bestia che si liscia il pelo sulla schiena).

In un attimo gli Angeli mossero le ali, il serpente fu messo in fuga ed essi ritornarono in Cielo.

(Allegoricamente il serpente rappresenta quella nostalgia per l'esercizio del potere nella vita terrena, una tentazione che assale le anime la notte, contro cui vigilare, e gli angeli rappresentano la grazia, che giunge pietosa in aiuto a chi chiede soccorso, ecco i canti intonati poco prima).

Quando l'assalto diabolico sfuma, prende risalto la figura di Corrado Malaspina.

Quest'anima, durante l'arrivo del serpente, la sua sparizione e la risalita degli Angeli, ha guardato, sempre fisso, Dante.

Quando il pericolo é stato scongiurato, Corrado si rivolge al poeta, gli augura di raggiungere quanto prima la vetta del Monte, con l'aiuto della grazia illuminante, ma sopratutto vuole sapere.

"cominciò ella, «se novella vera 
di Val di Magra o di parte vicina 
sai, dillo a me, che già grande là era.
e

Fui chiamato Currado Malaspina; 
non son l’antico, ma di lui discesi; 
a’ miei portai l’amor che qui raffina"
.

(Canto VIII - vv.115 -120)

(Se hai notizie certe della Val di Magra e delle terre vicine, la Lunigiana, dillo a me, che là fui grande.

Non sono Corrado il vecchio (cognato di Manfredi) ma un suo discendente. Ai miei portai quell'amore imperfetto che ora purifico in Purgatorio - l'amore per il potere e la fama terrena furono maggiori degli interessi spirituali e familiari).

Questo personaggio appare un grande, non gli interessa la tentazione notturna, non gli interessa il suffragio dei vivi, gli interessa avere notizie di quella terra, dove lui é stato "un grande".

La grandezza terrena non é svalutata, come accade a tutti i penitenti.

Sa di aver conservato e coltivato le antiche virtù del suo antenato Corrado. E vuole sapere notizie, non dei suoi cari familiari, ma della sua terra, dei valori che lui aveva lasciato.

" «Oh!», diss’io lui, «per li vostri paesi 
già mai non fui; ma dove si dimora 
per tutta Europa ch’ei non sien palesi?

La fama che la vostra casa onora, 
grida i segnori e grida la contrada, 
sì che ne sa chi non vi fu ancora". 

(Canto VIII -  vv.121-126)

(E Dante risponde che l'onore, la cortesia, l'ospitalità, la generosità della sua casata sono famosi ovunque, anche sei lui non ha mai avuto modo di sperimentarla.

"Sola va dritta, e il mal cammin dispregia" - dice Dante (solo la vostra casata cammina dritta e disprezza la perversa strada).

Dante non dà risposte brevi, ma tesse un elogio dei Malaspina.

E Corrado lo interrompe "ora va"; non gli interessano altri elogi, lo sa che i suoi non possono degenerare e con affetto, quasi paterno, gli anticipa che "fra 7 anni la sua cortese opinione avrà una conferma"

"Ed elli: «Or va; che ‘l sol non si ricorca 
sette volte nel letto che ‘l Montone 
con tutti e quattro i piè cuopre e inforca,

che cotesta cortese oppinione 
ti fia chiavata in mezzo de la testa 
con maggior chiovi che d’altrui sermone
". 

(Canto VIII - vv.133-138)

Corrado sembra un vecchio e tenero signore che conforta il poeta, preannunciandogli una qualche sofferenza, e consolandolo nello stesso tempo.

Si allude al futuro esilio di Dante, che fu davvero ospite di Morello Malaspina, nel 1306.

Quindi l'incontro é da leggere come occasione per elogiare una nobile famiglia di salde tradizioni e di virtù antiche, e per ringraziare ulteriormente la cortese ospitalità ricevuta da un discendente della famiglia Malaspina.

9° canto

Sopraggiunta la notte, Dante é vinto dal sonno.

Si stende sull'erba e fa un sogno strano, premonitore: un'aquila dalle penne d'oro, scende veloce, lo afferra e lo porta nella sfera del fuoco.

Dante si sente bruciare, tanto che si sveglia spaventato.

Affianco c'é solo Virgilio, il quale gli comunica che sono arrivati alla balza superiore, di fronte alla porta del Purgatorio.

E gli racconta che nel sonno é scesa una donna, Lucia, che lo ha sollevato fin sulla porta del Purgatorio, seguita da Virgilio.

(Ancora Lucia, che su invito di Maria era intervenuta quando Dante era nella selva oscura, per inviare Beatrice a soccorrere Dante e questa si era rivolta a Virgilio. Le tre donne).

Dante é sulla soglia del nuovo regno.

"Vidi una porta, e tre gradi di sotto                                                                                               per gire ad essa, di color diversi, 
e un portier ch’ancor non facea motto.

Dante e l'aquila

E come l’occhio più e più v’apersi, 
vidil seder sovra ‘l grado sovrano, 
tal ne la faccia ch’io non lo soffersi;

e una spada nuda avea in mano, 
che reflettea i raggi sì ver’ noi, 
ch’io drizzava spesso il viso in vano".

«Dite costinci: che volete voi?», 
cominciò elli a dire, «ov’è la scorta? 
Guardate che ‘l venir sù non vi nòi».

«Donna del ciel, di queste cose accorta», 
rispuose ‘l mio maestro a lui, «pur dianzi 
ne disse: "Andate là: quivi è la porta"».

«Ed ella i passi vostri in bene avanzi», 
ricominciò il cortese portinaio: 
«Venite dunque a’ nostri gradi innanzi».
(Canto IX -vv.76-93)

(Vidi una porta, tre gradini di colore diverso e un portinaio, talmente splendente che ero costretto a deviare lo sguardo. Aveva in mano una spada splendente. Alla richiesta, chi siete? Virgilio spiega che li ha condotti lì una donna dal cielo.

Così il portinaio li fa avanzare).

Il primo gradino era di marmo bianco e lucente, il secondo era viola, di pietra ruvida, il terzo era di porfido fiammeggiante, rosso come il sangue.

Il portinaio era un angelo,"l'angelo guardiano". Sedeva sulla soglia della porta, che era di diamante.

Il primo gradino rappresenta l'esame di coscienza, il secondo simboleggia la confessione attraverso cui l'animo si apre al pentimento, il terzo indica il proposito a non peccare più.

L'angelo con la punta della spada, incide sette P sulla fronte di Dante.

Poi, con due chiavi, una di argento e l'altra d'oro (argento per giudicare i peccati, d'oro per assolvere), apre la porta e consiglia loro di procedere senza voltarsi, altrimenti si ritorna indietro).

Entrato, Dante sente cantare il Te Deum, con una dolcezza tale che sembra un canto eseguito con l'accompagnamento di un organo.


Video: Nino Visconti e Corrado Malaspina8° canto/ alle soglie del Purgatorio

 

I partecipanti all'incontro finale di martedi 28 giugno 2022 (Foto Gabriele Annese)

ARRIVEDERCI A SETTEMBRE!

                                                                                      Questo disegno è di Anna Presciutti, molto brava a          cogliere la fisionomia di alcuni presenti agli incontri del martedì. Quella colorata è la direttrice Silvia Laddomada

Anna Presciutti  











Noi donne di Minerva al Parco delle Querce







venerdì 1 luglio 2022

IL RINASCIMENTO di Antonio Santoro

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15° incontro: "IL RINASCIMENTO" - Relatore Antonio Santoro Evento organizzato dall'Università del Tempo Libero e del Sapere Minerva di Crispiano (TA)



Video; Il Rinascimento di Antonio Santoro

                                                                        APPUNTAMENTO A SETTEMBRE

il "Mercatino del Libro"-Associazione "Minerva" Crispiano

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La nostra Associazione ha organizzato il "Mercatino del Libro". La vendita e i ricavi di questa iniziativa, saranno gestiti dagli stessi bambini iscritti per altre finalità istituzionale e associative.



Video: Il "Mercatino del Libro" - Associazione "Minerva" Crispiano


Chi desidera acquistare un libro per ragazzi, con pochi euro, può recarsi nella sede dell'Associazione, in via Regina Elena, 36.Libri per nipotini, amici di Minerva👏👏👏I libri sono stati donati da uno studente universitario, amico di Minerva.