mercoledì 22 maggio 2019

LEONARDO da VINCI

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Relazione di Silvia Laddomada




Leonardo da Vinci è il genio fatto persona. Sono passati 500 anni dalla sua morte, eppure il suo ingegno e il suo talento sono ancora degni di ammirazione. La grande lezione che ha lasciato ai posteri è che la conoscenza non ha limiti e che mai ci si deve fermare nel cercarla. Ciò che ci affascina di lui è l'ampiezza della sua mente, l'ingegno multiforme, la molteplicità dei suoi interessi. Spaziò instancabilmente in ogni ambito delle arti e delle scienze, dando sempre prova di eccezionale spirito inventivo e innovativo. Precorse i tempi per le sue capacità e le sue invenzioni. In Arte è straordinaria la capacità di indagare e rappresentare l'animo umano, l'invisibile nel visibile. Un precursore della lettura dell'inconscio freudiana. Prima di parlare di Leonardo, soffermiamoci sul periodo in cui è vissuto.
Tra la seconda metà del 1400 e la prima metà del 1500, in Italia si affermarono l'Umanesimo e il Rinascimento. Un'età d'oro e irripetibile per l'Italia, a livello culturale, artistico e scientifico. Un'età in cui si afferma l'idea che l'uomo è al centro dell'universo. E' una visione laica e “antropocentrica” della realtà, che attribuisce un enorme valore all'uomo, alla sua intelligenza e intraprendenza, alle sue scelte, alle sue esperienze. Si parla di “uomo faber”, di uomo artefice del proprio destino. Una visione che si contrappone a quella “teocentrica” medievale, secondo la quale la realtà è una manifestazione del disegno di Dio, l'uomo è uno strumento nelle mani di Dio. I testi da studiare non erano più quelli ecclesiastici, ma quelli degli autori latini e greci, i classici, le humanae litterae. Si studiavano quegli autori che nelle loro opere avevano dato importanza alla dimensione umana dell'uomo, non spirituale, libri che avevano esaltato la bellezza, l'eleganza, l'equilibrio, la compostezza, l'armonia, la saggezza. Tutte doti perfettamente umane. Fu il secolo delle grandi idee, invenzioni, scoperte. Scienziati, artisti, letterati, filosofi erano ospitati nelle corti dei Signori dell'epoca, corti che erano veri centri culturali di primaria importanza, ambienti raffinati in cui questi valori venivano studiati e vissuti.

Artisti e scrittori seguivano le stesse regole: proporzione tra le parti, armonia spirituale, fuga dagli eccessi. I Signori erano dei grandi mecenati, proteggevano gli artisti e promuovevano opere d'arte splendide, in grado di tradurre il prestigio della loro Signoria. Forse proprio per questa gara di bellezza, l'Italia conquistò, per l'ultima volta nella storia europea, un indiscusso primato culturale e artistico, che ne fece il faro di civiltà per tutto l'Occidente. Se queste erano le luci del secolo, le ombre erano ben più pesanti. Politicamente l'Italia era divisa in Stati regionali sempre in guerra tra loro, per il comune e ambizioso progetto di estendere il proprio dominio su territori regionali sempre più vasti. Gli Sforza di Milano, lo Stato pontificio, i Medici di Firenze , gli Aragonesi del regno di Napoli, i dogi di Venezia erano gli Stati più influenti. Ago della bilancia era Lorenzo dei Medici, che nel 1454 , con la pace di Lodi, riuscì ad assicurare 40 anni di tranquillità in tutta l'Italia. Gli anni più belli del secolo, gli anni in cui si forma il grande Leonardo, che incarna lo spirito dell'età rinascimentale.
Ora parliamo del grande Leonardo. Leonardo è nato il 15 aprile 1452 ad Anchiano, alle pendici del Montalbano, un borgo collegato da un antico sentiero, la Strada Verde, a Vinci, una cittadina collinare nella bassa valle del fiume Arno, vicino alla città di Firenze, nel territorio della Repubblica Fiorentina. E' deceduto nel castello di Cloux, presso Amboise, la regione francese della Loira, ospite del re di Francia, Francesco I, il 2 maggio 1519. Come uomo fu un individualista, un artista controcorrente, eccentrico. Dotato di straordinaria bellezza, curava la sua persona, aveva talento, carisma, era un brillante conversatore, parlava e scriveva (da destra verso sinistra) nel volgare fiorentino, un parlare espressivo, spontaneo, efficace. Era “il divino”. Il suo abbigliamento era sempre originale, mentre gli uomini adulti indossavano vesti lunghe e severe, Leonardo preferiva una tunica corta, a colori vivaci, simile a quella dei giovani. Barba fluente, capelli lunghi, mentre i suoi contemporanei avevano capelli corti e barba rasata. Vediamo quale è stato il suo percorso formativo. Leonardo era il figlio illegittimo di un rispettabile notaio, Piero, e di una contadina, Caterina (allontanata e fatta sposare a un contadino, l'”attaccabrighe”). Visse per alcuni anni con la madre, poi fu allevato nella casa paterna, dove visse un'infanzia felice. Il padre e la matrigna lo tennero lontano dalla gente di classe inferiore, ma era un figlio di seconda classe, non avrebbe avuto eredità, né avrebbe seguito le orme paterne in campo professionale. A un figlio illegittimo erano precluse molte strade, non poteva fare uso del cognome paterno, non aveva diritto ad un'istruzione, non poteva far parte di una Corporazione di Arti e Mestieri .

Era un individuo di poco valore sociale. Leonardo sapeva tutto questo, ma seppe affrontare la vita con coraggio e determinazione, aveva carattere e una grande forza d'animo, non si lasciava abbattere dagli ostacoli. Imparò a leggere e a scrivere da autodidatta. “non era un litterato (non conosceva il latino), ma un omo sanza lettere”, come orgogliosamente si definiva. Quando aveva 14 anni, la famiglia si trasferì a Firenze e così il suo destino si intrecciò con la vita della potente famiglia dei Medici. Il padre lo affidò a un suo amico, Andrea del Verrocchio, rinomato artista fiorentino. Leonardo capì che per farsi strada, doveva contare su questo aiuto e sul suo talento. Il Verrocchio realizzava molte opere d'arte su commissione dei Medici, Leonardo capì che poteva riscattarsi dalle sue origini. In qualità di apprendista nella bottega del Verrocchio, imparava in fretta, metteva a frutto gli insegnamenti, mostrava una perfetta precisione nell'esecuzione dei lavori, si attivava in tutti gli ambiti artistici: dipingeva, scolpiva il marmo, lavorava il bronzo, mostrava competenze tecniche, meccaniche, ingegneristiche, che sbalordivano lo stesso Verrocchio. Era entrato nella Corte dei Medici, dove solo i più importanti artisti potevano accedere; realizzava capolavori per loro, il suo talento emergeva sempre più nello splendore culturale e artistico di Firenze. Il Verrocchio riconosceva che l'alunno aveva superato il maestro. Tanta ammirazione suscitò l'invidia di molti artisti, che arrivarono a infangare il suo nome, denunciandolo per sodomia, coinvolgendo il suo giovane allievo di nome Saltarelli. Fu una denuncia anonima, per un crimine che prevedeva il rogo. Leonardo temette per il suo onore, ma la calunnia architettata non ebbe seguito giudiziario. Ciò indusse Leonardo ad una maggiore prudenza, ma l'omosessualità , in quei tempi, era abbastanza praticata. Intanto la famiglia dei Medici fu travolta dalla Congiura dei Pazzi, una famiglia di nobili banchieri , nemici dei Medici. Nel 1478, nel giorno di Pasqua, all'interno del Duomo, i Pazzi si abbandonarono a una violenza inaudita: Giuliano fu ucciso a coltellate, Lorenzo si salvò , rifugiandosi in sacrestia. Per tanti motivi, Leonardo cominciò a sentirsi insicuro, cominciò a capire che in Italia c'era aria di guerra. E allora si trasformò in inventore, si ingegnò a disegnare macchine da guerra, armi, fortificazioni, che proponeva ai suoi committenti. Disegni che spesso non portava a compimento, perché desideroso di intraprendere progetti sempre nuovi. Sempre più ambizioso, lasciò Firenze e si recò , nel 1482, alla Corte del duca di Milano, Ludovico Sforza (il Moro), presentandosi come ingegnere militare, proponendo disegni di ponti, bombarde, macchine da guerra, carri coperti (il moderno carro armato). Vi rimase quasi 18 anni. Il duca gli commissionò la realizzazione di una statua equestre, alta sette metri, furono messe a disposizione 70 tonnellate di bronzo: doveva essere espressione della potenza del casato degli Sforza. Purtroppo, le guerre con gli altri Stati italiani, l'alleanza del duca col re di Francia Carlo 8°, richiesero l'uso del bronzo per i cannoni; rimase l'esemplare in terracotta che, sfortunatamente, i soldati del nuovo re di Francia Luigi XII, ostile al Moro, ridussero a frammenti nelle loro vandaliche devastazioni della città di Milano. Sconfortato da questi eventi, Leonardo si trasferì a Venezia, poi a Mantova, proponendo sempre schizzi di strumenti di guerra. Sembrava un visionario, invece le sue idee, le sue invenzioni anticipavano i tempi, ma in quel periodo erano impraticabili. Provò a tornare a Firenze. Un profondo legame teneva stretto Leonardo alla città, Firenze era sempre presente nella sua arte, una città con cui ebbe un rapporto sfaccettato, spesso contraddittorio. All'inizio del 1500 la città era però cambiata. L'artista apprezzato era ora Michelangelo, uno scultore, “sempre impolverato”, diceva Leonardo con disprezzo. Fra i due artisti non ci fu mai un rapporto sereno: Leonardo aveva il doppio degli anni di Michelangelo, per lui un artista doveva essere solo pittore. “la pittura-diceva- è la più nobile delle arti”. Ma Michelangelo era anche pittore! Siccome Leonardo non aveva completato il quadro “l'Adorazione dei Magi”, commissionato dal monastero di s. Donato a Scopeto, i Medici dettero a Michelangelo l'incarico di affrescare la Cappella Sistina a Roma. Scontento della situazione, Leonardo si recò alla corte del duca di Romagna, Cesare Borgia, figlio del papa Alessandro VI. Il Valentino, uno dei più ambiziosi e crudeli signori d'Italia. Leonardo si presentò come ingegnere militare ; i suoi disegni di torri di difesa, di moderne fortificazioni, di mappe di accampamenti, erano apprezzati dal duca, che gli affidò anche la ricognizione di tutti i suoi territori in Romagna , come ingegnere. Ritornò a Milano, e vi rimase dal 1506 al 1513. Poi anche a Roma, dove si dedicò a studi scientifici, meccanici, di ottica e di geometria. Apprezzato dal re di Francia Francesco I, Leonardo si trasferì in Francia. Il re lo volle ospitare nel castello di Amboise, trattandolo con stima e ammirazione. Non era più in grado di disegnare, la mano sinistra non riusciva a reggere il pennello, mentre il braccio destro era bloccato. Gli era d'aiuto il giovane allievo Francesco Melzi. In questa nobile dimora, Leonardo si spense, il 2 maggio 1519. Il suo corpo è sepolto nella cappella di Saint-Hubert, adiacente al castello. Leonardo ha lasciato un'eredità di inestimabile valore: 5000 pagine di appunti, mai ordinati in opere organiche. Sono discorsi, consigli, confidenze, si rivolge all'interlocutore dandogli del tu, altri scritti riguardano progetti di architettura, urbanistica, meccanica, idraulica, anatomia, biologia, antropologia, geologia, botanica. Un'importante raccolta di fogli ,1119, è conservata nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, (Il Codice Atlantico). Emerge che Leonardo amava la perfezione, che studiava il mondo intorno a sé in ogni dettaglio. Considerava l'esperienza e la verifica matematica dei risultati l'unica maestra capace di offrire certezze e di permettere la scoperta di nuove cose. “Attraverso gli occhi si comprendono i fenomeni naturali”.
“La vista è il più nobile dei sensi, poiché la pittura si rivolge alla vista, la pittura è la più nobile delle arti”. “La sapienza è figliola della eperienza”. Le sue idee sulla conoscenza anticipavano il metodo sperimentale che nel secolo seguente, 1600, con Galileo, costituirà il fondamento della scienza moderna. Fonti del saper non più la Bibbia o Aristotele, ma l'osservazione e la verifica matematica delle ipotesi. Un autoritratto, invecchiato, di Leonardo l'abbiamo visto sulle 50. 000 lire , in uso dal 1967 al 1975. Quotidianamente sulla moneta da un euro, noi vediamo riprodotto un uomo racchiuso in un quadrato e in un cerchio. Il disegno originale è conservato nella galleria dell'accademia a Venezia. Quel disegno è di Leonardo.“L'uomo di Vitruvio”. Vitruvio è il teorico dell'architettura più celebre di tutti i tempi. Nato nell'80 a.C. fu sovrintendente alle macchine da guerra con Giulio Cesare , architetto e ingegnere sotto Augusto. Leonardo si basa sugli studi condotti da Vitruvio sulle proporzioni tra le varie parti del corpo umano, per il quale è possibile inscrivere un corpo umano in un cerchio e in un quadrato, figure geometricamente perfette, e realizza una rappresentazione grafica di questa teoria. Leonardo fa coincidere il centro del cerchio con l'ombelico e pone l'uomo in due diverse pose: in una l'uomo è in piedi e con le braccia distese, così che altezza e larghezza delle braccia corrispondono ai lati del quadrato, nell'altra posa, l'uomo è supino, con gambe e braccia divaricate, a toccare in quattro punti diversi la circonferenza. Leonardo ha voluto così rappresentare la centralità (il quadrato) e la perfezione (il cerchio) dell'uomo, ritratto nella sua natura corporea: l'uomo, cioè, come misura di tutte le cose, l'uomo al centro dell'universo, che era delle aspirazioni più profonde dell'Umanesimo.

sabato 18 maggio 2019

Artrite o Artrosi...? Informazioni, prevenzione e cura

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Dott. Stefano Rubino
“Artrosi o Artrite”? Questo l’argomento sviluppato dal fisiatra dott. Stefano Rubino, nell’incontro culturale organizzato dall’Università Minerva e dal CMC (Centro Medical Center) di Tiziano Solito; presente anche il dott. Giuseppe Erario. Si è parlato delle malattie reumatiche, molto diffuse, allo scopo di informare e sollecitare cure preventive, finalità proprie degli “incontri col medico”, organizzati mensilmente. L’artrosi è la malattia articolare più frequente, colpisce maschi e femmine adulti ed è purtroppo degenerativa, è dovuta alla riduzione della cartilagine. Sono da considerarsi fattori di rischio: l’età, l’obesità, l’ereditarietà, i microtraumi o le microfatture dovuti a sforzi, a particolari attività professionali o ad attività sportive. Può colpire gli arti superiori (mani, spalla) e inferiori (anca, ginocchio ). C’è un attrito tra le ossa, manca la cartilagine; colui che ne è colpito avverte soprattutto un forte dolore, una rigidità notturna, una limitazione funzionale (difficoltà a muoversi, a sedersi…) Avverte un crepitìo, nota una tumefazione, un gonfiore alla parte interessata, che può portare a una deformazione delle ossa. Per la diagnosi è utile solo una radiografia.
Se è necessaria la terapia, si inizia con una terapia farmacologica, a base di analgesici, poi può essere utile la ginnastica posturale e una terapia fisica e riabilitativa: laser, ultrasuoni, integratori (ma per lungo periodo); infiltrazioni a base di acido ialuronico, almeno una ogni sei mesi. L’acido ialuronico è un componente del liquido sinoviale, che contribuisce a lubrificare l’articolazione, ad attutire l’attrito e a proteggere la cartilagine dalla penetrazione di cellule infiammatorie e di enzimi litici che la degenerano. Dopo l’infiltrazione è necessario camminare, perché il movimento aiuta a far scivolare e diffondere il gel tra le ossa. Nei casi più gravi si ricorre al trattamento chirurgico (protesi).
Su questo tipo di dolore incide anche il clima, infatti i dolori artrosici si fanno sentire spesso al cambio di stagione. Sono utili le cure termali a base di impacchi di fango; è da escludere interventi con acqua fredda o ghiaccio, che potrebbero solo peggiorare lo stato di dolore.
L’artrite è una malattia articolare di natura infiammatoria, che colpisce adulti e bambini con ripercussioni psicologiche e sociali. Può colpire una o più articolazioni (monoartrite o poliartrite). Chi ne è colpito avverte dolori, gonfiori, arrossamenti, rigidità articolare, aumento della temperatura, limitazione funzionale. Se l’artrosi si manifesta quando si esegue un movimento, i dolori dell’artrite si avvertono anche di notte, a riposo. Per la diagnosi è necessaria una valutazione clinica, analisi del sangue, analisi del liquido sinoviale, radiografie, ecografie e risonanza magnetica. Come terapia, sono validi gli analgesici, ma anche i farmaci a base di cortisone che modificano l’andamento della malattia; utile la terapia fisica e riabilitativa: laser, tecar.
Trattamento chirurgico, nei casi più gravi. Rispondendo con competenza alle varie richieste dei presenti, il dott. Rubino ha invitato a ricorrere a una cura preventiva per l’artrosi, a base di acido ialuronico, poiché, ha precisato, l’artrosi non è molto considerata, come se fosse normale per un anziano soffrire questi dolori. Oggi invece la vita si è allungata, pertanto la malattia deve essere considerata, per trovare una soluzione a chi ha una certa età.                                                                             
Silvia Laddomada

martedì 7 maggio 2019

Costituzione italiana: "Diritti e Doveri" -dott. Tommaso Chisena

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Terzo incontro sulla Costituzione italiana. Questa volta il dott. Chisena ha illustrato la parte prima della Costituzione riguardante "i Diritti e i Doveri dei cittadini". Gli articoli 13-28 si occupano dei rapporti civili; gli articoli 29-34 dei rapporti etico-sociali; gli articolo 35-47 dei rapporti economici e gli articoli 48-54 dei rapporti politici. Quindi in questa prima parte vengono definiti i diritti dei cittadini, come pretese da far valere di fronte alla comunità sociale e i doveri che ogni cittadino deve compiere per concorrere al progresso della società, e vengono fissati nello stesso tempo i compiti dello Stato, per promuovere il progresso della comunità in modo da rendere possibile il compimento dei doveri e l'esercizio dei diritti da parte dei cittadini.
Silvia Laddomada - Tommaso Chisena
Diritti individuali sanciti dalla Costituzione sono: "L'inviolabilità della libertà personale" (art.13), "del domicilio" (art.14). "della corrispondenza e delle forme di comunicazione " (art. 15), "di soggiorno e di circolazione" (art. 16). Ci sono poi i Diritti che regolano le libertà collettive: quelle di riunione "sia in ambienti privati che in luoghi aperti al pubblico" (art. 17); quelle di associazione, "tranne le associazioni segrete o quelle che perseguono scopi politici con organizzazioni militari" (art. 18); quelle di libertà religiosa "purché non si tratti di riti contrari al buon costume (art. 19). Importante è l'articolo 21, dedicato a un tema di fondamentale importanza: la libertà di manifestazione del pensiero "con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Libertà che possono essere limitate soltanto con atto motivato dell'autorità giudiziaria. Garanzie complementari dei diritti civili sono: "il diritto alla cittadinanza, al nome e alla capacità giuridica" (art.22); "l'esclusione di qualsiasi prestazione personale o patrimoniale, che non sia imposta dalla legge" (art. 23); il diritto "di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi" (art. 24); il diritto ad essere giudicato "dal giudice naturale precostituito per legge" e di non essere sottoposto " a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge" (art. 25); il divieto di estradizione "per reati politici" (art. 26); il carattere personale della "responsabilità penale" e la presunzione di innocenza dell'imputato "sino alla condanna definitiva" (art. 27); la responsabilità personale dei funzionari e dei dipendenti statali "per atti compiuti in violazione dei diritti del cittadino" (art. 28).
Gli articoli 29-34 costituiscono la più interessante innovazione della nostra Costituzione, rispetto alle Costituzioni ottocentesche. Sul piano etico-sociale l'uomo è considerato in rapporto alla famiglia e alla scuola. Per quanto riguarda la famiglia, sono riconosciuti, con la solennità della garanzia costituzionale: "I diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" (art. 29); "Il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio" (art. 30); il diritto di avere dallo Stato "aiuti economici ed altre provvidenze.. atte a facilitare la formazione della famiglia... e a proteggere la maternità, l'infanzia e la gioventù" (art. 31). L'articolo 32 è dedicato alla tutela della salute: "La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività..." L'aggettivo "fondamentale" fa intendere che l'Assemblea Costituente abbia ritenuto che, qualora i cittadini siano privati di tale diritto, vengano meno anche i presupposti per il godimento di tutti gli altri diritti riconosciuti dalla Carta Costituzionale. Ma oggi,la salute dei cittadini è veramente tutelata??? Gli articoli 33-34 garantiscono il diritto all'istruzione: innanzitutto si afferma il principio della libertà culturale, in quanto " l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento" (art. 33). 

In particolare, vengono riconosciuti il diritto "all'istruzione obbligatoria e gratuita per almeno otto anni..." , il diritto " di raggiungere i gradi più alti degli studi... e il conseguente obbligo dello stato "di rendere effettivo questo diritto... con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze..." (art. 34). Gli articoli 35-38 ( rapporti economici) rafforzano il principio espresso nell'articolo 1, dove si afferma che la repubblica italiana è "fondata sul lavoro". Pertanto, la Repubblica tutela "il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni..." Riconosce il diritto "alla formazione e all'elevazione professionale... il diritto all'emigrazione" (art. 35); riconosce "il diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato.... il diritto alle ferie e al riposo settimanale (36); tutela il lavoro femminile e minorile: " la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e , a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore... la Repubblica tutela in modo particolare il lavoro dei minori..." (art. 37); riconosce il diritto "al mantenimento e all'assistenza sociale... a ogni cittadino inabile e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere..." (art. 38). Negli ultimi anni questi principi sono stati progressivamente erosi dall'evoluzione del mercato del lavoro. 

Sono inoltre garantiti "il diritto di organizzazione sindacale libera" (art. 39) e "il diritto di sciopero" , come mezzo di autotutela delle posizioni conseguite e di conquista di nuove posizioni (art. 40). Gli articoli 41-47 disciplinano il modello economico adottato dalla repubblica, che è quello dell'economia mista: la Costituzione garantisce sia "l'iniziativa economica privata" (art. 41), sia "l'attività economica pubblica" (art. 42), "dispone provvedimenti a favore delle zone agricole" (art.44), "riconosce la funzione sociale della cooperazione" (art. 45), "riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende" (art. 46), "incoraggia e tutela il risparmio, in tutte le sue forme e controlla l'esercizio del credito" (art. 47). Particolare importanza ha l'articolo 43, che rende possibile il passaggio allo Stato delle imprese "che si riferiscono a servizi pubblici essenziali.. ed abbiano carattere di interesse generale...". Un esempio è la nazionalizzazione dell'energia elettrica (1962), il servizio venne trasferito dalle imprese private all'Enel. Gli articolo 48-51 definiscono i diritti-doveri del cittadino, in quanto membro della comunità politica.

"Il diritto di voto", riconosciuto "a tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età" (art.48), dovere civico ma non obbligo giuridico; "il diritto ad associarsi liberamente in partiti" (art. 49); "il diritto di rivolgere petizioni alla Camera, per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità", che interessino larghi strati di cittadini (art.50); "il diritto, per tutti i cittadini, dell'uno o dell'altro sesso, di accedere agli uffici pubblici o alle cariche elettive..." (art. 51). Infine, gli articoli 52-54 sono dedicati agli adempimenti irrinunciabili che lo Stato chiede ai cittadini, in cambio delle garanzie e dei diritti a loro assicurati. I doveri, quindi. "la difesa della patria" (art. 52); il pagamento delle imposte : "tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione delle loro capacità contributive" (art. 53); la fedeltà alla Repubblica: " tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi" (art. 54). La ricca relazione del dott. Chisena è stata corredata da riferimenti storici, poiché molti diritti sono stati esplicitati dai padri costituenti in relazione alle severe restrizioni del regime fascista. Spesso disattese le aspettative dei cittadini e spesso inosservati i doveri. Su questi limiti del comportamento del cittadino e dello Stato si è aperto un interessante dibattito.

Silvia Laddomada

domenica 28 aprile 2019

I "Canti" di Giacomo Leopardi: L'INFINITO- Lettura attiva

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Il poeta dell'Infinito di Silvia LADDOMADA

ll 21 marzo si è celebrata la giornata mondiale della poesia. In questa giornata, l'Italia ha scelto come "capitale" Recanati, dando il via alle celebrazioni per i duecento anni dell'"INFINITO" (1819-2019) di Giacomo Leopardi. Il poeta è nato nel 1798 a Recanati, un borgo in provincia di Macerata, che allora faceva parte dello Stato Pontificio. Era il primo di cinque figli di una illustre famiglia della nobiltà marchigiana. Una crisi economica della famiglia, una madre severa condizionano la sua adolescenza: vive un’esistenza appartata, priva di rapporti con i coetanei, priva di esperienze sentimentali. Giacomo si rifugia nella Biblioteca paterna, dove trascorre “sette anni di studio matto e disperatissimo” che gli garantiscono un’enorme cultura (inglese, francese, spagnolo, latino, greco). Nel 1819, ridotto alla quasi completa cecità, impossibilitato allo studio e al pensiero, attanagliato da una disperazione profonda, progetta una clamorosa fuga da Recanati, ma viene scoperto dal padre prima di poterla mettere in atto. Una sofferenza, un tumulto emotivo, ma proprio da questo stato d’animo nasce l’”Infinito”, un canto che rappresenta uno dei vertici assoluti della poesia moderna. Nel 1822 gli viene concesso di uscire da quella “tomba dei vivi” (Recanati) per recarsi a Roma da uno zio materno. Una delusione: Leopardi trova insulsa e mediocre la mondanità dei salotti e disapprova l’austerità dell’ambiente pontificio. Non gli rimane che tornare a Recanati, convinto sempre più che il senso di malessere esistenziale, che lui prova, non dipende dal “natìo borgo selvaggio”, ma è una condizione universale ineliminabile, propria di tutti gli uomini e di ogni tempo. Egli sente crollare tutte le illusioni della prima giovinezza. Fino al 1828 non scrive più testi poetici ma testi filosofici, si impone di riflettere sul significato dell’esistenza. Dopo alcuni soggiorni a Milano, Bologna, Firenze, Pisa, Leopardi ritorna nuovamente a Recanati. Oppresso dalle sofferenze fisiche (é debole di costituzione, la vista si è ridotta, si è curvato), ma oppresso anche dalle sofferenze morali, per la sua visione della realtà, egli dice di aver trascorso “sedici mesi di notte orribile”. Ma proprio questo è il periodo in cui compone i suoi Canti più belli e più noti. Tra il 1828 e il 1830, Leopardi scrive “A Silvia”, “La quiete dopo la tempesta”, “Il sabato del villaggio”, “Il canto notturno di un pastore errante dell’Asia”. Nel 1830 si trasferisce a Firenze, una città ricca di stimoli culturali. Leopardi è ormai una presenza viva e ben nota nella scena culturale italiana. A Firenze sperimenta l’unica reale passione amorosa della sua vita, si innamora di Fanny Targioni Tozzetti. Ma è un amore non ricambiato, che gli procura una forte delusione. Lo consola l’amicizia di un giovane intellettuale napoletano, Antonio Ranieri. Con lui si trasferisce a Napoli, dove rimane fino alla morte nel 1837 (39 anni). I suoi componimenti poetici sono Canti struggenti del suo animo, sono l’espressione di sensazioni, di stati d’animo dell’io poetico. Leopardi accusa la Natura di aver dato agli uomini la capacità di immaginare, di sognare, di coltivare delle illusioni, di desiderare la felicità, ma… uscito dall’adolescenza, l’uomo scopre di essere stato ingannato: le speranze svaniscono, il piacere assoluto è irraggiungibile. Si presenta a tutti “l’arido vero” e l’uomo comincia ad essere infelice. Quando proverà piacere, felicità? Il piacere è di breve durata, secondo Leopardi. Esso è un effimero sollievo che si prova dopo il superamento di un dolore (la quiete dopo la tempesta-il ritorno del sereno dopo un temporale-nucleo concettuale del testo) o la vana attesa di una felicità futura (il sabato del villaggio-l’attesa del giorno festivo). E’ una piccola tregua tra un dolore da cui si è scampati e un dolore che seguirà, la domenica "tristezza e noia porteran l'ore". Un pessimismo che però non porta alla disperazione; è vero, l’uomo scopre la propria fragilità di fronte alle forze distruttrici della natura, Leopardi però rivolge all’uomo un alto insegnamento morale: accettare il destino di sofferenza, confrontarsi con esso con fermezza, senza sterili vittimismi, sfidare la Natura come i Titani sfidarono l’Olimpo, come Prometeo.

                                                             «Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
                                                             E questa siepe, che da tanta parte
                                                             Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
                                                             Ma sedendo e mirando, interminati
                                                             Spazi di là da quella, e sovrumani
                                                             Silenzi, e profondissima quïete
                                                             Io nel pensier mi fingo, ove per poco
                                                             Il cor non si spaura. E come il vento
                                                             Odo stormir tra queste piante, io quello
                                                             Infinito silenzio a questa voce
                                                             Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
                                                             E le morte stagioni, e la presente
                                                             E viva, e il suon di lei. Così tra questa
                                                             Immensità s'annega il pensier mio:
                                                             E il naufragar m'è dolce in questo mare.»

L'INFINITO

E' una delle poesie più amate della letteratura italiana, studiata a scuola, amata sui banchi di scuola, impressa nella memoria di tutti. Il modo migliore per arrivare al cuore di Leopardi è leggerlo e rileggerlo. Ci sono passi che non si dimenticano mai. Leopardi parla con semplicità di ciò che riguarda tutti noi: il senso dell'esistere, il posto dell'uomo nell'universo, il piacere, il dolore, l'amore, partendo da eventi o immagini del suo paese. Diceva Salvatore Quasimodo " La poesia è la rivelazione di un sentimento che il poeta crede sia personale e interiore, ma che il lettore riconosce come proprio". 

Parafrasi 

Immaginiamo il poeta che saliva spesso sul monte Tabor, un'altura del territorio, per cercare, seduto, dei momenti di pausa e di riflessione. "Ho sempre amato questo colle solitario e questa siepe, che sottrae alla vista gran parte dell'estremo orizzonte. Ma... nonostante ciò (la siepe), stando seduto e guardando in modo assorto, immagino al di là di essa degli spazi sterminati, infiniti e dei silenzi che superano la capacità di percezione umana, e immagino anche una profonda sensazione di pace, fino a sentire il cuore tremante di paura, spaventato. Ma non appena sento il fruscìo del vento che accarezza le piante, io paragono quel silenzio infinito a questa voce, e improvvisamente mi viene in mente l'eternità, tutte le età trascorse, e l'età attuale, viva , con i suoi rumori.. Così il mio pensiero, sommerso in questa immensità, si smarrisce, si annulla, ma mi fa piacere naufragare, sprofondare, in questo mare infinito". L'Infinito è un componimento che celebra la capacità del pensiero di trascendere il reale e i limiti concreti della vita, fino a valicare campi, monti, e a naufragare nello spazio indeterminato e infinito. Come uomini siamo limitati, ma per nostra natura abbiamo anche l'ambizione di tentare di superare i limiti esterni che ci vengono imposti, guardiamo all'immensità. L'Infinito racconta la storia dell'io moderno attraverso un viaggio del pensiero e dell'immaginazione oltre i limiti del reale, quei limiti che gli antichi non oltrepassavano mai (Ulisse dantesco). L'esito del viaggio è un naufragio, che nell'Infinito è "dolce". Dalla posizione ristretta in cui si trova, il poeta sente dentro di sé un sentimento nuovo. La sua mente si agita, è inquieta, è turbata, confusa, "il cor si spaura". Ma questa sconfitta conoscitiva, invece di rattristarlo, lo fa star bene. Il piacere, scaturito dal mancato controllo della realtà, vale più della pretesa di dominarla. Siamo nell'età romantica. l'Illuminismo é superato.

lunedì 15 aprile 2019

UN' ALIMENTAZIONE SANA di Aldo Capozza

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Dott. Capozza e il dr. Enrico Bruno
Rosa Leone, Aldo Capozza




















“Siamo quello che mangiamo”. Questo il tema dell'incontro culturale, organizzato col CMC (Crispiano Medical Center). Sono intervenuti il dott. Aldo Capozza, la sua assistente Lucia Caricato, il dr. Enrico Bruno informatore scientifico Erbozeta  e la consulente di alimentazione integrativa Rosa Leone. 

                
La parola chiave per eliminare i disturbi alimentare è la prevenzione. Obiettivo dei relatori è stato quindi quello di fornire dei semplici e utili principi di una corretta alimentazione. Mangiare tutto, ma con intelligenza ed equilibrio, perciò...mangiare sano. Una giornata tipo - colazione: si può scegliere tra latte e caffè, niente biscotti o cornetti, solo fette biscottate con miele o marmellata, yogurt, frutta, formaggio fresco, prosciutto cotto. La colazione dovrebbe essere il pasto principale, è necessario fornire carburante all'organismo. Pranzo: concentrare il massimo nel pasto, possibilmente a base di prodotti integrali, pasta, pane, condimenti leggeri, carni bianche, più di carni rosse, pesce azzurro, patate, escludere le fritture, preferire le cotture alla griglia, al forno, al vapore; fare uso degli ortaggi, di verdure cotte o crude; consumate all'inizio del pasto producono un senso di sazietà, rallentano lo svuotamento gastrico e predispongono a un pasto non abbondante; alternare la pasta ai legumi e non rinunciare a bere.
Leone,Capozza,Caricato,Solito,Speziale
L'acqua va bevuta non solo quando si ha sete, bisogna berne due litri al giorno. Usare poco sale, preferire le spezie, per insaporire i cibi. Merenda: utile nel pomeriggio uno spuntino, a base di yogurt, frutta, frullati. Cena: un pasto leggero, a base di formaggio magro, verdura. Se questa è una giornata tipo, i consigli utili, trasmessi dai relatori, devono essere intesi come linea guida per una sana e corretta alimentazione. E' consentito bere te, ma preferibilmente aromatizzato, perché meno eccitante, caffè, ma non più di tre al giorno; dolci e cioccolato, qualche volta preferibilmente cioccolato fondente. Non succhi di frutta, ma frullati di frutta fresca di stagione. Non bibite pronte, perché sono a base di coloranti e conservanti. Non cibi precotti dai supermercati. E qui si è aperta, nel corso della serata, una serie di raccomandazioni. Oltre dieci anni fa in America, di fronte a persone con evidente obesità, le autorità sanitarie proposero l'utilizzo di cibi precotti e confezionati, pronti sul banco dei mercati, per sopperire alla mancanza di informazioni su come stare a tavola. Però se un cibo precotto permette di pranzare velocemente, dato il ritmo frenetico della vita attuale, per quanto possa essere ispirato al principio di una sana alimentazione, sarà sempre prodotto in laboratorio. Bisogna quindi guardare l'etichetta, assicurarsi degli ingredienti, avere una certificazione di qualità. A volte nell'etichetta c'è scritto: “può contenere tracce di..., bisogna vigilare sugli elementi di cui ci sono tracce nei cibi, perché a volte potrebbero causare intolleranze.
Ma perché tale avvertimento? Perché fermare un impianto di produzione, per pulire il rullo dai residui dei prodotti precedenti, ha dei costi e delle perdite per le aziende, che rinunziano alla pulizia degli strumenti ma mettono in guardia il cliente. Occorre ricordare, inoltre, che la carenza di vitamine e di sali minerali altera le funzioni dell'organismo; pertanto si può ricorrere all'uso di integratori, ma in modo corretto e dietro consiglio del medico. Non ricorrere alle diete per perdere peso; si dimagrisce, ma in realtà l'organismo prende le proteine e i grassi dai muscoli e il calcio dalle ossa, col rischio di cadere nei tanto temuti processi di anoressia e bulimia. Molto utile l'attività fisica, ma non nel chiuso di una palestra, “l'uomo è fatto per vivere in natura” quindi è preferibile un giro in bicicletta all'aperto, una buona passeggiata, uno sport come il nuoto. Dopo pranzo, molti desiderano abbandonarsi al relax in poltrona, meglio la passeggiata! Quindi, senza rinunciare al gusto, “si mangia per vivere, ma per vivere bisogna mangiare sano”.
A conclusione è stato offerto ai partecipanti una gustosa merenda: yogurt, insalata, biscotti, barrette, frullati, tutti alimenti genuini, arricchiti con prodotti Vi salus.- Biscotti a base di fruta e verdura, ma gustosi e appetibili, barrette che sostituiscono un pasto completo, ricche di proteine, carboidrati, vitamine, e sali minerali. Cereali korn flex per dare gusto alle insalate e allo yogurt, merito di un nutrizionista americano che ha fornito il pasto agli astronauti e lo ha poi proposto  a livello familiare. Prodotti ipocalorici da inserire nella giornata per sostituire un pasto; prodotti che evitano di ricorrere a diete, che sostituiscono le merendine industriali, prevenendo l'obesità infantile; utili per chi pratica sport; prodotti che offrono una soluzione a problemi gastrici, cutanei, abbassando i livelli di colesterolo, glicemia. Consentono quindi un equilibrio alimentare. "Per vivere ben, bisogna mangiare bene". E gli ospiti hanno gustato


                                                                       Silvia Laddomada

martedì 2 aprile 2019

Patto di amicizia tra l'Università di Fasano e l'Università di Crispiano

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Evento culturale di alto livello: firma del “patto di amicizia” tra l'Università del Tempo Libero “s. Francesco d'Assisi” di Fasano e l'Università del Tempo Libero e del sapere “Minerva” di Crispiano. Il 26 marzo é giunta a Crispiano una numerosa rappresentanza dell'università di Fasano, guidata dalla presidente Palmina Cannone. Dopo una visita alle grotte rupestri del Vallone, effettuata con la collaborazione della guida turistica Anna De Marco, c'è stata, nella Biblioteca “C: Natale”, la cerimonia della firma del “Patto di amicizia”, offerto dall'Università ospite alla locale Università Minerva, e per rispetto e amicizia, esteso anche all'Amministrazione comunale e alla Pro Loco.
A ricevere la delegazione di Fasano, il sindaco Luca Lopomo, l'assessore alla Cultura Aurora Bagnalasta, il presidente della Pro Loco Luciano Paciulli e noi di Minerva. Un momento particolare, che suggella l'inizio di un'amicizia e di una collaborazione tra le due Università, che si propongono di offrire un contributo alla promozione del territorio, attraverso l'informazione culturale e le occasioni di socializzazione, punto di partenza per una individuale partecipazione attiva alla vita della propria comunità. Un plauso al nostro concittadino Vittorio Pelillo, che collabora con l'Università di fasano e che ha permesso, a noi di Minerva, di conoscere un'altra Università del tempo libero.
Grazie alla sua mediazione, in occasione del Natale, una rappresentanza dell'Università Minerva ha visitato la mostra internazionale dei presepi, organizzata dall'Università brindisina e allestita nella loro sede. E' stata un'ottima opportunità, per noi di Minerva, conoscere la dinamica presidente Palmina Cannone: la guida alla mostra, uno scambio di vedute, l'amore per la cultura ha subito fatto nascere il reciproco desiderio di una fattiva collaborazione tra le due Università pugliesi. Unità di intenti che ha dato vita all'offerta di gemellaggio, oggi sottoscritta.
Sulla pergamena consegnata, questa la dedica: “Il giorno 26 del mese di marzo 2019, la Presidente dell'Università del Tempo Libero                    “s. Francesco d'Assisi di Fasano (BR) Palmina Cannone, la presidente dell'Università del Tempo Libero e del sapere “Minerva” di Crispiano (TA) Silvia Laddomada e il presidente della Pro Loco di Crispiano (TA) Luciano Paciulli, sottoscrivono, alla presenza del sindaco del Comune di Crispiano Luca Lopomo Gemellaggio e Patto d'Amicizia tra le rispettive Associazioni e Istituzioni, al fine di instaurare una proficua collaborazione, che miri alla promozione                 socio-culturale, alla conoscenza storico-antropologica e architettonico-paesaggistica, alla valorizzazione delle tradizioni e della gastronomia, allo sviluppo del turismo del loro territorio, e all'Amicizia reciproca”.
Il Sindaco e l'Assessore hanno assicurato la partecipazione ad eventuali iniziative che favoriscano lo scambio di esperienze culturali e la conoscenza del patrimonio territoriale. Stesso consenso è stato espresso da Paciulli, presidente della Pro Loco, Associazione che a Natale partecipò alla Mostra dei Presepi a Fasano.
La presidente Cannone ha coinvolto simpaticamente i numerosi presenti, ribadendo la loro finalità: l'educazione permanente, l'offerta di un servizio gratuito a favore dell'elevazione socio-culturale della comunità.
Finalità che l'Università Minerva si propone fin dalla sua istituzione, nel 2014.

Interessante , infine, l'intervento di un cittadino di Fasano, il capitano pino Pantaleo, che ha ricordato il nonno materno, Domenico Fanizza, il quale da Fasano si trasferì a Crispiano con la sua famiglia nel 1885; una delle prime famiglie del paese, prima dell'autonomia, quindi. Era un tintore di stoffe, noto in molti Comuni ionici, che contribuì anche alla costruzione della Chiesa Madonna della Neve. Pantaleo mancava da Crispiano dal 1943, allorché venne a mancare la nonna. “Ritornare a Crispiano – ha detto- è stato un pellegrinaggio d'amore”. Un'emozione forte nel rivedere la zona storica di Crispiano, dove si propone di ritornare, per individuare la casa dei nonni.
La cerimonia si è conclusa con un dono, espressione dell'artigianato fasanese.

                                                                          Silvia Laddomada


SU PUBBLINEWS - SITO ASSOCIAZIONE MINERVA CRISPIANO:

LA TELEVISIONE DI LEGNANO, IN LOMBARDIA di Franco PRESICCI 

giovedì 21 marzo 2019

LA COSTITUZIONE ITALIANA – I Principi fondamentali

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“Conoscere

            la Costituzione italiana”




Il Capo dello Stato, Enrico De Nicola, firma la Costituzione italiana a palazzo Giustiniani, il 27 dicembre 1947. Al suo fianco, da sinistra a destra, Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio, Francesco Cosentino, funzionario, Giuseppe Grassi, guardasigilli, e Umberto Terracini, presidente della Costituente




Questa è una delle tematiche da sviluppare in questo anno accademico dall'Università Minerva. Il dott. Tommaso Chisena nell'incontro precedente ha ricostruito il contesto storico in cui si colloca la nascita della nostra Costituzione.

Il 2 giugno 1946 si tennero le prime votazioni libere, a cui parteciparono anche le donne, dopo oltre 20 anni di fascismo.

Il referendum decretò la fine della monarchia e l'affermazione della repubblica.

Il 25 giugno 1946 la prima Assemblea Costituente della storia italiana cominciò i lavori per la stesura del testo della nuova Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948.
Una Costituzione “lunga”, 139 articoli. Non si limita ad enunciare i principi, ma descrive con precisione l'organizzazione dello Stato, ne indica i diversi organi e fissa nei dettagli i principali diritti e doveri dei cittadini.

Nell'incontro odierno il dott. Chisena ha illustrato i “Principi fondamentali” della Costituzione, 12 articoli. I primi sei illustrano la struttura della Repubblica e affermano i tre principi cardine posti a fondamento della Costituzione: democrazia, libertà e uguaglianza.
“L'Italia è una repubblica democratica – la sovranità appartiene al popolo.... ”(art. 1).
“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo... e richiede l'adempimento dei doveri...” (art. 2).
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge... E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli...” (art. 3).
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro...” (art. 4).
“La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali...” (art. 5).
“ La Repubblica tutela... le minoranze linguistiche” (art. 6).


Il dott. Chisena ha illustrato questi articoli con ricche e competenti informazioni storico-politiche.
I padri costituenti, nello stendere il testo hanno svolto il loro compito in un contesto politico, nazionale ed internazionale, molto tormentato. Tuttavia la Costituzione è frutto di una approfondita discussione tra rappresentanti di forze politiche con matrici culturali e ideologiche diverse:
Democrazia Cristiana, Partito Socialista, Partito Comunista, Partito Liberale. Tutte erano unite dalla comune causa antifascista, dall'esigenza di rinnovare le strutture organizzative dello Stato e di restituire i diritti civili e politici soppressi dal fascismo.

Gli articoli 7 e 8 riguardano la questione dei rapporti tra lo Stato e le Confessioni religiose.
“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi” (art. 7 ).
“Tutte le Confessioni sono libere davanti alla legge. Hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti... quando non contrastano con l'ordinamento giuridico italiano...” (art. 8).
Essi ribadiscono il valore dei Patti Lateranensi (1929 – Benito Mussolini e il cardinale Pietro Gasparri); non mettono però sullo stesso piano tutte le religioni. La Chiesa Cattolica è un ordinamento sovrano, le confessioni acattoliche vengono riconosciute autonome ma non sovrane.


“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura... tutela il paesaggio, il patrimonio storico e artistico della Nazione” (art. 9).
“L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale... Lo straniero ha diritto d'asilo...(art. 10).
“L'Italia ripudia la guerra...come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali... promuove e favorisce le organizzazioni internazionali... che assicurino...”(art. 11).

L'articolo 9 non fa riferimento alla tutela dell'ambiente naturale, visto che negli anni '50 era importante promuovere lo sviluppo industriale e l'utilizzazione delle risorse naturali, non la tutela. Oggi si promuove “lo sviluppo sostenibile”, mediante un uso sempre più accorto delle risorse naturali.


La Costituzione fu scritta dopo il crollo del Fascismo e il lancio della bomba atomica. L'Italia era isolata a causa della dittatura, per questo compì una scelta internazionalista e pacifista, aderì all'ONU, al PATTO ATLANTICO, alla NATO.
Il “ripudio” della guerra (un rifiuto implicito della politica militare della dittatura fascista) ha poi consentito all'Italia di essere uno dei Paesi fondatori della Comunità Europea.

“La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco, rosso, a tre bande verticali di uguale dimensione” (art. 12)

La bandiera richiama il tricolore istituito da Napoleone durante la prima Campagna d'Italia (1796-99), confermato nel Risorgimento e in epoca fascista (al centro lo stemma della corona reale). La forma attuale fu approvata dall'Assemblea costituente il 14 marzo 1947.



L'Inno ufficiale dello Stato italiano è l'Inno di Goffredo Mameli, scritto nel 1847 e adottato, in forma provvisoria, dal Consiglio dei ministri, presieduto da Alcide De Gasperi, come inno nazionale della Repubblica il 12 ottobre 1946.
Dopo 70 anni (15 novembre 2017) il Senato ha approvato definitivamente il Canto degli Italiani, di Mameli, come Inno ufficiale.
La relazione è stata seguita con interesse e con integrazioni e commenti, rapportando i Principi con la loro applicazione di oggi. 




A conclusione un gustoso e assortito bouffet, per festeggiare l'onomastico degli Amici Rao e Millarte (San Giuseppe), i compleanni di Adamo, Silvia e Mariangela e tutti i papà presenti.


           Silvia Laddomada